Facile come bere un bicchier d’acqua, peccato che sia illegale.
Nella rete sono scaricabili programmi per cellulari che permettono, una volta attivati attraverso l’invio di particolari SMS che non lasciano traccia, effettuate attraverso normali sms di cui non resta traccia, una sorta di virus attraverso il quale si possono scaricare intere rubriche telefoniche, conoscere i tabulati delle chiamate fatte e ricevute, localizzare gli apparecchi, registrare le conversazioni. Comprese quelle ambientali, utilizzando il cellulare (anche spento) come una microspia.
Questo software è destinato alle forze dell’ordine ma, non si sa come, è reperibile in rete e potrebbe finire nelle mani sbagliate. Il COPASIR (Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica) è al corrente di questo rischio e il presidente Francesco Rutelli ha già svolto (insieme agli altri componenti del Copasir) alcune audizioni. Sono stati interpellati due tecnici specializzati del settore, un funzionario dell’ Aisi (l’agenzia per la sicurezza interna, ex Sisde) e due rappresentanti del Garante della privacy, che hanno illustrato tecniche e vastità del fenomeno.
I cosiddetti Trojan, i “cavalli di Troia” dell’era digitale, dopo aver infettato i pc ormai sono sbarcati sugli smartphones. Bisogna stare dunque attenti alle applicazioni che si installano sul telefonino perchè, dietro al videogame o al programmino per modificare lo screensaver, potrebbe celarsi un software che agisce in background e diffonde dati sensibili.
Skebby è invece sicuro al 100%, basti pensare che per ogni servizio viene sempre richiesta l’autorizzazione al cliente. E non ti preoccupare se quando scarichi il tuo telefono considera Skebby un’applicazione non attendibile o non verificata. Sono messaggi “automatici” che appaiono su alcuni telefoni.
Niente paura nemmeno per gli SMS che Skebby invia all’utente: sono “puliti”, e il loro scopo è quello di essere funzionali ai processi operativi, per esempio servono per poter scaricare il programma facilmente cliccando su link che compare nel testo del messaggio.
La privacy e la sicurezza dell’utente sono salvaguardate da una serie di meccanismi che rendono Skebby affidabile, come per esempio l’invio di un sms con una password provvisoria (nel caso di nuovo utente) o con un codice da inserire (nel caso di un utente già iscritto con vecchia applicazione).
Anche tra le nuove funzionalità la trasparenza e l’onestà sono assicurate: il servizio “Invita amico”, l’invio di un SMS contenente il link per scaricare il programma, è fatto esclusivamente per facilitare il passa parola tra amici. Nessuna truffa.
Anche la funzione “Analizza rubrica” è stata implementata solo per scoprire chi tra i contatti ha Skebby o per memorizzare in sicurezza l’operatore utilizzato dai contatti presenti sulla rubrica dell’utente per determinare il metodo d’invio che porti alla spesa minore anche usando i messaggi della sim. Infine, il salvataggio (backup) della rubrica online, realizzato in tutta sicurezza accessibile solo dall’utente nella propria area riservata, è fatto nel interesse dell’utente, che non rischia di perdere i suoi contatti.
Insomma come ci sono persone oneste e persone disoneste, ci sono programmi leciti ed affidabili e altri che sono il frutto di truffe o raggiri. Skebby appartiene sicuramente alla prima categoria, e lo si può verificare qui, prendendo visione della normativa sulla privacy oppure sul forum.
“Il T9 (acronimo di “text on 9 (keys)”) è un software, inventato da Tegic Communication ed utilizzato principalmente su telefoni cellulari, PDA e touch screen, che consente una composizione guidata nella digitazione di stringhe alfanumeriche”.
Ma per noi è sempre stato il modo per scrivere gli sms più velocemente, guardare per credere:
Ma questa comodità, è disponibile per tutti?
È stato calcolato da SIL International, un’organizzazione con sede a Dallas che è impegnata nella catalogazione e nella preservazione dei linguaggi, che nel mondo sono presenti 6912 lingue, di cui solo 80 possono essere utilizzate con il T9. Solo l’ 1,15%.
Questo può portare a una sorta di “selezione naturale”: presto potrebbero sopravvivere solo il 50% dei linguaggi del mondo, poichè la non disponibilità di uno strumento così utile, potrebbe portare all’abbandono della propria lingua, per esprimersi e comunicare in un idioma più semplice da usare.
La lingua va usata, parlata, letta e scritta, sennò diventa una lingua morta.
Infatti, se per i paesi che usano l’alfabeto romano il T9 è quasi un lusso, che regala maggior velocità ma non è “indispensabile”, per alcune nazioni diventa essenziale.
Solo per fare un esempio, il 40% della popolazione indiana – che parla l’Hindi – ha che fare con una lingua formata da 11 vocali e 34 consonanti invece che dalle canoniche 26 lettere dell’alfabeto inglese. Anche scrivere un semplice “ciao” può diventare un problema: l’equivalente in Hindi, “Namaste”, richiede che i tasti vengano premuti 21 volte, che con il T9 diventano solo 6. Un gran bel risparmio.
Inultile aggiungere che Skebby supporta il T9, in quanto si integra alla perfezione con il telefonino sul quale è installato e consente un’esperienza di scrittura più facile, grazie ai servizi di analisi della rubrica, compressione automatica del messaggio e alla possibilità di settare contatori di sms.
Mentre l’economia è in piena recessione la telefonia mobile si accinge ad una nuova fase di sviluppo vertiginoso. Sono queste le impressione dal recente Mobile World Congress di Barcellona.
La telefonia mobile è stata sin qui controllata verticalmente dagli operatori ovvero da chi possiede frequenza e rete affiancati dai produttori di cellulari. Con il boom degli smartphone e della trasmissione dati non pìù.
Il business system si stà decomponendo su diversi strati: frequenze/rete, hardware, sistemi operativi, applicazioni, distribuzione fino al cliente. Ma la sensazione è la torta possa crescere e parecchio. Fino ad oggi la telefonia mobile è stata quasi esclusivamente telefonate e messaggistica. iPhone con i 500 milioni di download dall’”App Store” in qualche mese ha fatto capire che con gli smartphone si potrà fare molto di più. Un sesto dei possessori di iPhone negli USA ha speso $100 Milioni per scaricare applicazioni anche se la maggior parte di queste vengono offerte gratuitamente.
Gli esperti stimano che i ricavi da contenuti e servizi dati possa crescere ed arrivare a $240 miliardi al 2012. Non è semplice fare previsioni su come sarà redistributivo il valore lungo la catena.
Ad un estremo l’ipotesi che gli operatori mobili possano venire ridotti a possesori di semplici “tubi stupido” (un pò quello che è successo agli operatori fissi nell’ultimo decennio) dall’altro estremo che come nei PC in passato possano emergere delle nuove Microsoft o Intel da imporre al mercato modelli di business proprietari. Nessuno di questi scenari estremi però sembra verosimile. Di sicuro tra i molto che partono qualcuno resterà a piedi. Diverse le tematiche e i punti interrogativi ancora non risolti:
- chi emergerà vincitore tra i sistemi operativi OS/iPhone, Android, Symbian, Window Mobile, Limo Linux, o le declinazioni proprietarie da parte degli handset prodider tra i sistemi operativi? Si affermerà un modello di commercializzazione open source (Android , Symbian, Limo) o proprietario (OS/Window)? In quanto tempo e su quali player si consoliderà il mercato come avvenuto in passato nei pc?
- quale livello di integrazione verticale risulterà vincente? Il modello verticalmente integrato di iPhone/Mac OS/Apple Store/AT&T e presto Nokia/Symbian/Ovi o altri più aperto condotto da Google con Android e GPhone?
- tra le applicazioni vinceranno quelle browser based dati i progressi fatti sui browser database e sulla browser cash (su cui punta Google) o quelle client based che però dovranno per forza scontrarsi con la necessità di doversi adattare a numerosi sistemi operativi nel breve termine? Quelle offerte gratuitamente o a pagamento?
- chi tra i vari player es. Google con application market, Nokiacon Ovi, iPhonecon App Store e le rispettive community di sviluppatori saprà meglio di altri ottimizzare i programmi per sfruttare al meglio le caratteristiche uniche dei telefoni ovvero la capacità di ascoltare, parlare, vedere, localizzare l’utente. Quali saranno le killing app? Le mappe e i sistemi di localizzazione che rappresentano in modo più verosimile la modalità di funzionamento e di navigazione del cervello umano o ci sarà altro?
- quale ruolo avranno gli operatori mobili in questa rivoluzione? Semplici fornitori di accesso o altro? e quale livello di trasparenza e convenienza saranno disposti ad offrire in termini di pricing per far decollare davvero e far diventare di massa il mercato del Mobile Internet?
- e come reagiranno gli stessi operatori nei confronti di certi “bundle” che includono programmi (es. Skype) che cannibalizzano gli storici revenue/margin stream (voce e sms) e soprattutto a quali livelli di prezzi e penetrazione dell’accesso a Internet mobile saranno in grado di ripagarsi gli ingenti investimenti per l’upgrade del network BB soprattutto nel backhauling e poi nell’accesso?
- e i produttori di terminali vedranno arrivare e sapranno arginare la concorrenza dei produttori dei notebook dato che tra uno smartphone ed un notebook le differenze si stanno rapidamente riducendo? e la loro diversificazione nei servizi stile Nokia avrà successo?
Ai clienti e al mercato nei prossimi anni l’ardua sentenza. Senza scordarsi nel frattempo del 99,5% del mercato continua ad usare il telefonino per lo più per parlare e scambiarsi SMS in barba al super cool iPhone!